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Treno delle Dolomiti: dopo l’Epifania nuovi sviluppi

Pubblicato il 21 dicembre 2015 in Turismo

Treno delle Dolomiti  
CORTINA

Il canto del cigno, i Giochi Olimpici invernali del 1956, la kermesse sulla neve che aveva fatto rimbalzare dovunque il nome di Cortina d’Ampezzo. Dalle portiere di metallo erano scesi atleti di tutto il mondo, i giudici di gara, l’organizzatore Paolo Thaon di Revel e anche il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che in effetti presenziò alla cerimonia di apertura. E poi, tanta gente comune, anche se cominciava l’epoca dei grandi nomi: il Conte Nuvoletti, il vecchio Barilla, e altre figure di riferimento per il gotha dei vacanzieri del tempo. Eppure, proprio quel periodo dorato costituì, in un certo senso, la nemesi della Ferrovia delle Dolomiti, il trenino a scartamento ridotto che tra il 1921 e il 1963 ha collegato Calalzo di Cadore, Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco. Forse i nuovi ricchi preferivano la macchina, status symbol degli anni Sessanta; o forse perché il Paese si stava mobilitando per costruire strade e autostrade: l’A1, la Milano-Roma a doppia corsia, è del 1964. Sta di fatto che nel 1962 fu chiusa la tratta Dobbiaco-Cortina, e nel 1964 l’altra tratta, la Cortina Calalzo.

Dopo l’Epifania l’incontro tra i governatori  Kompatscher e Zaia

Ma ora, anche in vista dei Mondiali di Sci alpino del 2021, il trenino delle Dolomiti potrebbe risorgere. L’incontro tra i governatori di Alto Adige e Veneto, Arno Kompatscher e Luca Zaia, avrà luogo proprio a Cortina d’Ampezzo e dopo l’Epifania. Si siglerà il progetto della rinascita. «Sono felice di sapere che si è scelta Cortina per la sigla di questo accordo e siamo già pronti ad ospitare i due governatori in Municipio. Personalmente sono entusiasta dell’idea del treno delle Dolomiti» ha affermato il Sindaco di Cortina Andrea Franceschi «e da parte nostra ribadisco che c’è totale disponibilità al sostegno di progetti per il futuro delle nostre montagne, soprattutto verso quelli che riguardano i Mondiali di Sci del 2021». Sempre secondo Franceschi «il treno rappresenterà una vera e propria rivoluzione per il nostro territorio, permettendo a Cortina e alle Dolomiti di essere unite alla viabilità internazionale».

“Garantire l’accesso ai territori nel rispetto della loro fragilità e bellezza”

La tratta storica, con uno scartamento di 95 centimetri, era lunga 65 chilometri: la stazione di minore altitudine era quella di Calalzo (741 metri sul livello del mare); quella più in alto, la stazione di Cimebianche, a 1.529 metri. Si passava, cioè, anche per la montagna vera e propria. Ora, in realtà, si discute anche del tracciato. Per Cortina, ciò che importa anzitutto è che prima del 2021 venga realizzata la tratta strumentale ai Mondiali, verso Calalzo. Ma ci sarebbero tante altre località da valorizzare. Così, si è formato il “Comitato per l’Anello ferroviario delle Dolomiti”, che qualche giorno fa ha incontrato a Cortina, nella sede della Fondazione Dolomiti Unesco, il segretario generale dell’ente Marcella Morandini. Secondo Silvano Martini, del Comitato, «il tracciato con maggiori ripercussioni positive, già presentato in più occasioni, prevede di raggiungere la Regina delle Dolomiti da Calalzo passando per Auronzo di Cadore e poi sotto le Marmarole». Comunque sia, secondo Martini «l’integrazione del treno con il sistema delle piste ciclabili esistenti, e col completamento di quelle eventualmente mancanti, garantirà un ottimo accesso ai territori nel rispetto della loro fragilità e bellezza». Ma del tracciato si discuterà parecchio. Martini, infatti, la mette così: «Si è creata, negli ultimi tempi, una forte competizione tra i territori».

Marco de’ Francesco

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