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Mondiali 2021: Cortina corre da sola

Pubblicato il 21 dicembre 2015 in Cronaca

cortina 2021  
CORTINA D’AMPEZZO

Alla fine, è stata una sorpresa per gli stessi ampezzani. Un po’ per le modalità e un po’ sulla scorta dei precedenti, che non erano rassicuranti: la Fis (Federazione internazionale dello sci) aveva già bocciato la Regina delle Dolomiti per il 2015; per il 2017 la città si era ritirata prima del verdetto, quando la vittoria di Sankt Moritz (Svizzera) era data per scontata. L’anno scorso Cortina è stata battuta da Åre (località svedese della contea dello Jämtland), ma per un voto solo. Alle spalle, cioè, una lunga serie di delusioni, una prodigiosa successione di mazzate che avevano fatto spuntare pittoresche teorie, come quella del “complotto internazionale”, emersa in ambienti regionali. Ma chi la dura la vince. E lo scorso maggio, la news che ha messo all’angolo disfattisti e menagrami: Cortina corre da sola. Non la solita gara tra le due migliori stazioni invernali, ma una volata solitaria verso il traguardo. Si può solo vincere, salvo incidenti di percorso. E, almeno per adesso, sono stati evitati: ci si attende la proclamazione ufficiale, al congresso di Cancún (Messico), nel giugno 2016.

Le risorse non mancano: Cortina non lotta da sola

Le cose, in effetti, hanno girato bene a settembre, con le ispezioni della Fis. Il segretario generale della federazione, Sarah Lewis, l’aveva messa così: «Cortina ha grandi potenzialità, ma molto si deve fare». Si riferiva ad alcune soluzioni da apportare alla zona di arrivo, o al luogo delle premiazioni. Pochi rilievi, in realtà. Tanto che a fine settembre il dossier sui mondiali presentato a Zurigo dal sindaco Andrea Franceschi e dal presidente della coppa del mondo Enrico Valle ha passato l’esame. La stessa Lewis ha parlato, nell’occasione, «di lavoro notevole svolto in poche settimane» e di «generale soddisfazione» relativa «al gioco di squadra tra Cortina e la Fisi (federazione italiana sport invernali)». Insomma, la strada è in discesa. Naturalmente, il lavoro non manca. Ci sono piste da aggiornare. E sul tavolo dell’Anas e del ministero delle Infrastrutture finirà un dossier con le opere da fare: lavori di viabilità interna, il bypass di Zuel, la circonvallazione di Longarone, quella di San Vito e altro. Ma in fondo, la garanzia più importante è arrivata una decina di giorni fa. Quanto al budget organizzativo, le risorse non mancano. Già Fisi, sponsor e governo hanno messo insieme 40 milioni di euro sui 50 necessari. Una copertura emersa direttamente a palazzo Chigi, in una riunione cui hanno partecipato Franceschi, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Luca Lotti, il presidente in pectore della Fondazione Cortina 2021 Riccardo Donadon, il deputato Roger De Menech, gli assessori regionali Federico Caner e Cristiano Corazzari, il vice-presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, ma anche il Presidente del Coni Giovanni Malagò e quello della Fisi Flavio Roda. Insomma, Cortina non lotta da sola. Dietro c’è, al completo e al passo serrato, il mondo delle istituzioni. I prossimi passi: prima di Natale, la firma dal notaio per ufficializzare lo Statuto della Fondazione, già redatto. Comporta la nascita di un vero e proprio comitato esecutivo. E poi si tratta di discutere con il governo il budget infrastrutturale: di questo se ne occuperà, tra gli altri, De Menech. E così, Franceschi già può dire che «essere riusciti a far convergere l’interesse e l’impegno di tutti i livelli istituzionali e sportivi italiani attorno al progetto Cortina 2021 è un primo grande risultato, propedeutico a trasformare i Mondiali in un’occasione di sviluppo sostenibile di tutta la montagna bellunese».

Marco de’ Francesco

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