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“Tu scendi dalle stelle”: il drone della discordia sfiora Hirscher e sparirà (purtroppo) dalle piste

Pubblicato il 7 gennaio 2016 in Cronaca

drone  

Probabilmente è il regalo che ogni fotografo vorrebbe trovare sotto l’albero tra qualche giorno: vola relativamente in alto, e permette scatti e riprese spettacolari. I droni volanti, che si vedono ormai da due-tre anni e per cui (almeno per i modelli più pesanti e professionali) servirebbe la licenza di elicotterista per manovrarli, si sono moltiplicati e sono usati da qualche tempo in stadi e palazzetti per gli scopi più impensabili. Ieri sera, a Madonna di Campiglio, un modello da oltre cinque chili ha funzionato egregiamente per quasi due manche, garantendo riprese dall’alto mai viste su una pista da sci. Poi è crollato da cinque metri verticalmente a una velocità impressionante rischiando di colpire in testa (questione di un decimo di secondo…) niente meno che sua maestà Marcel Hirscher.

Necessità di regole chiare e condivise sui droni

Il campione austriaco non l’ha presa benissimo, sparando parole di fuoco, e di sicuro Infront – che materialmente gestiva il drone – e la Fis proibiranno questo genere di riprese in futuro. “Ci era stato detto che il drone non avrebbe sorvolato la pista”, si è difesa Infront. Come se a farlo cadere sul pubblico non ci fosse stato nulla di male… Il problema però non è né la tecnologia né la sicurezza di spettatori e atleti in sè: al di là dell’insensato rischio corso da Hirscher (a cui tra l’altro sono stati fregati gli sci a fine gara), basterebbero regole chiare e condivise che trovino d’accordo chi cerca la spettacolarità (Infront), chi il guadagno (la Fis) e chi è sempre contrario a prescindere a qualsiasi innovazione (gli sciatori). E magari cambiare le batterie degli aggeggi…

Andrea Saule

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