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“Macroregione alpina, per la montagna una sfida da vincere”

Pubblicato il 22 gennaio 2016 in Cronaca

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Secondo il presidente della Regione Veneto, per la montagna la svolta è decisiva. «Con l’avvento della Macroregione Alpina si avvia un percorso nuovo e concreto, finisce il tempo delle suggestioni e inizia una sfida che la montagna deve accettare e vincere». Parola, appunto, di Luca Zaia, oggi al Centro congressi di Longarone Fiere Dolomiti (Bl), a chiusura dei lavori di presentazione di “Eusalp: una sfida comune per gli Stati membri e le Regioni”. In sostanza, è stata illustrata la strategia contemplata da un progetto europeo, che riguarda 48 regioni di sette paesi: cinque dell’Unione (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due non membri (Liechtenstein e Svizzera).

Un’occasione da non perdere

«Ai bellunesi e a chi vive nella montagna veneta – ha continuato Zaia – dico che non possiamo permetterci di perdere le opportunità offerte da Eusalp. Stiamo lavorando per superare gli svantaggi che hanno frenato lo sviluppo di questi territori». Secondo poi l’altro big in parterre, il governatore della Lombardia Roberto Maroni, «siamo al fischio d’inizio di una partita nella quale il ruolo delle Regioni non è subalterno a quello degli Stati, e l’alleanza tra Veneto e Lombardia in questo contesto non potrà che rafforzarsi. Dobbiamo promuovere azioni comuni sui tre grandi temi dell’innovazione, della mobilità e dell’energia e ambiente, insieme anche agli altri partner italiani, facendo squadra tra tutte le istituzioni, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo finale di migliorare la vita di chi vive e lavora in montagna».

La risoluzione di Grenoble

L’idea dei Paesi firmatari della risoluzione di Grenoble (18 ottobre 2013) è quella di «valorizzare l’attrattività e la competitività della regione alpina, nonché ridurre le differenze sociali e territoriali per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva». Questa è la strada che è stata segnata. Ma con quali risorse? «Le dobbiamo trovare tra i finanziamenti europei ai quali la strategia Eusalp può attingere – ha affermato l’assessore regionale veneto all’economia Federico Caner, presente insieme al collega  competente per l’ambiente, Gianpaolo Bottacin – tra cui i 600 milioni di euro del Fondo di sviluppo regionale (Fesr), i 764 milioni di euro del Fondo sociale (Fse), i 1.184 milioni del Programma di sviluppo rurale Veneto (Feasr)». Attualmente, l’Area alpina presenta vistose differenze, di regione in regione, sia sociali che economiche; anche se il denominatore comune è quello dell’impoverimento. «Non dobbiamo più, però, parlare solo di criticità– ha chiuso Bottacin – ma di diversità della realtà montana, che vanno rispettate e valorizzate. Una specificità territoriale, insomma, che deve portare a forme di coordinamento sempre più efficaci tra realtà omogenee, come quella di cui stiamo discutendo oggi».

Marco de’ Francesco

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