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Messaggi dalla Corea: Innerhofer è un missile. E Fill può vincere la Coppa di discesa

Pubblicato il 8 febbraio 2016 in Super G

Christof_Innerhofer  

E alla fine, anche il podio è arrivato. In Corea del Sud, a cinquanta chilometri dal confine dove proprio ieri i cugini cattivi del Nord avrebbero lanciato un missile. Il missile in pista è stato però Christof Innerhofer. Su una pista che ha già detto di non amare (e quando non ama una pista, come succede in Gardena, in genere va più che male), Innerhofer ha fatto capire a tutti che la sua stagione non è grigia: dopo un quarto e due quinti posti, conditi da qualche delusione, il finanziere di Gais è riuscito finalmente a tornare sul podio in superG, disciplina che adora ma che se si esclude il Mondiale dell’ormai lontano 2011 e la vittoria a Kitzbuehel, non gli ha mai dato grandissime soddisfazioni. Del resto, Inner è uno competitivo e essere l’unico a non essere ancora salito sul podio tra gli azzurri top (Fill, Paris, Razzoli, Gross) gli dava parecchia noia: sci piatti e via andare allora, dietro solo all’imprendibile Carlo Janka. Jeongseon, oltre a restituire il sorriso a Inner, dice però molte altre cose. La prima è che è tornato anche Dominik Paris, su una pista che tra due anni assegnerà l’oro olimpico di discesa.

Fill potrebbe piazzare la zampata

La seconda, forse la più importante, è che Peter Fill – mostro di continuità in questa stagione, sempre nei dieci o quasi – può portare la Coppa di discesa in Italia per la prima volta. Certo, sarebbe una Coppa di cristallo un po’ monca dopo che il ginocchio di Svindal ha fatto crack a Kitzbuehel quando veniva da quattro vittorie in cinque gare, ma alla fine fa parte del gioco. La classifica dice Svindal 436, Fill 365 e Jansrud 327, con Theaux a 301 e da qui a fine stagione sono tre le discese rimaste. A Chamonix, dove non si corre dal 2012, può succedere di tutto: mancano i curvoni per Theaux (che però corre in casa), Fill e Jansrud possono giocarsela alla pari. A Kvitfjell, Norvegia, il vichingo vince da tre stagioni, e quella precedente se l’è giudicata proprio il transalpino, con l’azzurro che ha sempre preso pochi punti e a fatica. Poi ci saranno le finali di St. Moritz: se tutto fosse ancora aperto, Fill potrebbe piazzare la zampata. Previsioni? Jansrud la vince al 60%. Ma non si sa mai…

Andrea Saule

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