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Alpitec China, l’Oriente si innamora dello sci: Olimpiadi e grandi investimenti

Pubblicato il 25 febbraio 2016 in Sport

Alpitec_China  

Nuovi investimenti per le infrastrutture, grandi eventi sportivi, cultura del benessere. La Cina investe fortemente sullo sport invernale per salvaguardare la salute della popolazione e per dare maggior importanza allo sport per il prossimo futuro. Il mercato degli sport invernali in Cina è in continua crescita, anche per via delle molte iniziative lanciate dal governo cinese. Per questo è stata inaugurata ieri Alpitec China, la manifestazione internazionale per la tecnologia invernale di Fiera Bolzano che si svolge già dal 2008 a Pechino con ISPO Beijing della Fiera Internazionale di Monaco, per supportare lo sviluppo del mercato degli sport invernali nel più grande Paese dell’Estremo oriente.

Sono 20 milioni gli sciatori cinesi, e si punta a 300

“Gli sport invernali hanno avuto un’enorme diffusione in Cina negli ultimi anni. – racconta Ettore Sequi, ambasciatore italiano in Cina – Secondo la Chinese Ski Association gli sciatori cinesi sono quasi venti milioni, contro i soli 200mila del 2000. Lo scorso inverno i resort sciistici cinesi hanno attratto oltre dieci milioni di visitatori, quasi il doppio rispetto ai sei milioni della stagione precedente. Il Governo cinese ha in programma un piano di promozione degli sport invernali rivolto a 300 milioni di persone, per elevare il livello di partecipazione dal 2 al 22%. È difficile dire quanto realistiche siano queste previsioni. Di certo si tratta di cifre impressionanti, che danno la misura dell’enorme potenziale di crescita degli sport invernali in questo Paese e del mercato ad essi collegato, sia per quanto riguarda le attrezzature e l’abbigliamento, sia per l’impiantistica”.

Alpitec China punta al mercato nell’Estremo oriente

Dazi, barriere all’ingresso e un contesto particolare come quello cinese non aiutano però le aziende italiane a raggiungere questo mercato in espansione. “In base all’esperienza di aziende che già operano da tempo in Cina – continua Ettore Sequi – è preferibile essere direttamente presenti sul mercato, piuttosto che affidarsi a rappresentanti o distributori locali su base estemporanea. Una possibile alternativa è formare alleanze tra aziende già presenti e quelle che vogliono affacciarsi su questo mercato, cioè “fare sistema”, muovendosi in raccordo con le istituzioni e le associazioni di categoria”.

Olimpiadi Pechino 2022: 30 milioni di dollari sul piatto

Un mercato che potrà contare sui forti investimenti promossi dal governo cinese, anche in vista dei prossimi Giochi Olimpici invernali che si terranno proprio a Pechino nel 2022, appena 14 anni dopo le Olimpiadi del 2008. ”Due aspetti meritano attenzione. – racconta Ettore Sequi, ambasciatore italiano in Cina – In primo luogo, il potenziamento delle capacità sportive nelle specialità invernali: la Cina vuole essere ai primi posti nel medagliere olimpico invernale (il miglior risultato è stato il settimo posto a Vancouver nel 2010 con 5 ori) come ai giochi estivi. Per raggiungere questo obiettivo il Governo stanzierà circa 30 milioni di dollari per promuovere gli sport su ghiaccio e neve”.

Infrastrutture e sostenibilità ambientale

Ma non è solo il risultato sportivo a interessare gli organizzatori. “Il secondo aspetto riguarda la logistica, settore nel quale il Governo cinese farà grandi investimenti. Oltre al potenziamento delle strutture che ospiteranno le competizioni su ghiaccio (a Pechino) e su neve (Yanqing e Zhangjiakou) saranno migliorate le connessioni tra i vari siti: nel 2019 è prevista l’apertura di una linea ferroviaria ad alta velocità di circa 200 chilometri tra la capitale e la stazione sciistica di Zhangjiakou. In qualche modo collegata alla logistica è la questione della neve, che con ogni probabilità dovrà essere generata artificialmente.”

Come è possibile far convivere i temi della sostenibilità ambientale con un Paese contraddittorio come quello cinese? “Resta, infine, l’incognita dell’inquinamento, ma le autorità hanno dimostrato di poter controllare il problema in coincidenza di importanti appuntamenti internazionali, adottando drastiche misure anti-traffico e riducendo quasi a zero le attività industriali a Pechino, Tianjin e nella circostante provincia dello Hebei”.

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