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Ad oltre 2mila metri su un filo: passeggiata con polemica sulle Dolomiti

Pubblicato il 28 dicembre 2016 in Cronaca

skatchline  

I nomi non sono noti. Si sa solo che sono tre ragazzi di Belluno, tra i 24 e i 29 anni, accomunati dalla passione per l’alpinismo e per gli sport estremi d’alta quota. Sabato mattina hanno attraversato il vuoto che divide la Gusela del Vescovà dalla Schiara, nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Una passeggiata a più di 2mila metri di altezza, e insieme un’ardita camminata su una slackline, una speciale fettuccia di poliestere o nylon (o più raramente altri tessuti sintetici, come kevlar o dyneema). Puro funambolismo, ma senza bilanciere. A quanto se ne sa, la slackline è stata montata venerdì pomeriggio, poco prima del tramonto, ma utilizzata alla vigilia di Natale.

L’Ulss 1 e il Suem non l’hanno presa tanto bene. Le direzioni dei due enti hanno anzi stigmatizzato i fatti, sottolineando che i cavi sospesi sono una delle maggiori cause di incidenti durante le operazioni di volo in montagna. «Al di là delle motivazioni che hanno portato a questa iniziativa – hanno reso noto – è doveroso sottolineare l’estrema pericolosità di tale atto, soprattutto in relazione al volo dell’elicottero del Suem di Belluno, particolarmente impegnato in queste giornate a garantire la sicurezza dei frequentatori della montagna che, dato lo stato di scarso innevamento del territorio, ancora effettuano escursioni e arrampicate sui rilievi del territorio provinciale». Per le direzioni si tratta di «comportamenti irresponsabili, che speriamo non si ripetano».

Sempre a quanto se ne sa, per gli acrobati la slackline non sarebbe mai rimasta incustodita e anzi i ragazzi si sarebbero per tranciare la corda appena udito il rumore di un elicottero. Questo, almeno, secondo loro.

Marco de’ Francesco

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