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L’ann de la fam, mostra al museo della Grande Guerra di Malga Ciapela

Pubblicato il 1 luglio 2017 in Agenda

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Erano tempi duri. Gli austro-ungarici, sostenuti da reparti d’élite tedeschi, avevano sfondato la linea del fronte, irrompendo in territorio italiano sino al Piave. Fu una sconfitta disastrosa, quella legata alla dodicesima battaglia dell’Isonzo, più nota come battaglia di Caporetto. Tra l’ultima settimana di ottobre e i primi dodici giorni di novembre del 1917, l’esercito italiano aveva riportato 13mila morti e 30mila feriti; e 265mila uomini erano stati catturati dalle forze degli Imperi Centrali. Luigi Cadorna fu sostituito da Armando Diaz. Il morale era a terra. La fine della guerra con la Russia aveva determinato lo spostamento di truppe fresche tedesche sul fronte italiano. Il Regio esercito non sembrava preparato ad una guerra difensiva. Tutto questo, quanto alla Storia. Ma il periodo tra l’autunno del 1917 e l’autunno del 1918 fu anche “L’ann de la fam”, l’anno della fame, con la popolazione in balia dell’esercito austro-ungarico. Per le donne è l’anno più duro, quello in cui si lotta anche contro la requisizione delle erbe selvatiche; era quel poco che c’era a disposizione per dare da mangiare ai figli. In memoria di ciò, il Museo Marmolada Grande Guerra 3000m. di Malga Ciapela (Rocca Pietore; è noto come il museo più alto d’Europa e si trova in zona monumentale sacra) e  Marmolada S.r.l. hanno deciso di organizzare nella sala polifunzionale di Serauta una mostra dedicata a queste donne e basata sulle opere dell’artista falcadino Franco Murer. Proprio oggi primo luglio riapre la funivia della Marmolada; la mostra temporanea, che sarà inaugurata il primo luglio alle 11, durerà fino alla fine del mese. La mostra esplora il ruolo delle donne nella Grande Guerra, 100 anni dopo. Donne molto diverse tra di loro. «Contadine, operaie, macchiniste, cuoche, crocerossine, come le sorelle Marinaz, femministe, attiviste, come Rosa Genoni, pacifiste, combattenti, come Viktoria Savs, o spie doppiogiochiste, come Mata Hari – affermano gli organizzatori -. Le donne sono state protagoniste di una guerra che avrebbe portato grandi cambiamenti in Europa, a partire dal diritto al voto concesso alla popolazione femminile in alcuni Paesi a conflitto terminato, un riconoscimento al loro valore, che in Italia arriverà solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma che ha dato significato al ruolo della donna durante la Prima Guerra Mondiale».

Marco de’ Francesco

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