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La coppa del mondo scopre la Corea: è l’Asia il futuro dello sci?

Pubblicato il 2 febbraio 2016 in Sport

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Il futuro degli sport invernali sembra essere l’Asia. Se infatti all’orizzonte (neppure lontano) non si intravedono protagonisti del continente più popoloso del pianeta, l’Oriente investe pesantemente anche su sport che di rado aveva considerato prioritari: a dieci anni di distanza infatti la Coppa del Mondo di sci torna in Corea, più precisamente a Jongseon, sulla pista che tra due anni sarà teatro dei Giochi Olimpici invernali.

Dopo la memorabile edizione di Sapporo nel ’72 e quella ben più trascurabile di Nagano ’98, nel 2016 i cinque cerchi torneranno infatti nel continente asiatico a Pyeongchang, per restarci quattro anni dopo vista l’assegnazione (con polemiche) a Pechino. I coreani faranno le prove generali dello sci alpino nelle prossime due settimane, ospitando donne e uomini sia delle discipline tecniche che di quelle veloci approfittando di un anno senza Mondiali. Gli impianti – raccontano gli atleti sui social network – sono davvero all’avanguardia, e la neve c’è anche se è completamente diversa da quella alpina, più umida e saponosa nonostante un sole abbagliante. L’unico difetto è dato dalla pista unica (le associazioni ambientaliste si erano ribellate all’idea di costruire una seconda pista per le donne) che comprime un po’ i calendari di prove e gare; la Fis ha passato un anno a istruire gli organizzatori e i volontari locali soprattutto per quello che riguarda la sicurezza, e non dovrebbero esserci problemi a riguardo.

Lo sci a migliaia di chilometri da Alpi e Montagne Rocciose del resto non è una novità: più di qualche volta, nell’epoca d’oro di Tomba, si gareggiava d’estate in Nuova Zelanda per concludere la stagione in Giappone, ma gli atleti e la stessa Fis erano sempre molto restii a sottoporsi a trasferte lunghissime. Ora, vuoi per i cambiamenti climatici vuoi per ragioni di marketing degli sponsor, questi viaggi dovrebbero farsi più frequenti, un po’ come accade nella Formula 1. Meno tradizione, più mercati dove cercare nuovi adepti: una scelta che sa di futuro, ma che non darà dividendi immediati né alla Fis né tantomeno agli organizzatori, visti i costi esorbitanti.

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