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Ricordando Cortina ’56: i trionfi del “re” Toni Sailer

Pubblicato il 16 febbraio 2016 in Cronaca

Toni_Sailer_1956  

Ore 10.30 del 29 gennaio 1956, prima prova di sci alpino delle Olimpiadi invernali di Cortina: lo slalom gigante maschile. Sulla pista Ilio Colli sono previsti 87 partenti di 29 Paesi diversi. La temperatura massima è di tre gradi sotto zero, quella minima di otto. Il primo a partire è lo statunitense Ralph Miller, mentre il favorito della gara, il ventunenne di Kitzbühel Anton “Toni” Sailer, parte con il numero 18. E stravince. Giunge al traguardo con sei secondi e due decimi di vantaggio sul connazionale Andreas Molterer e sette su Walter Schuster, anche lui austriaco. Il primo degli italiani, Gino Burrini, decimo, arriva al traguardo con oltre dodici secondi di distacco.

Il secondo oro

Due giorni dopo, su una pista diversa, la “Col Drusciè” si tiene la gara di slalom speciale maschile. Cambia la disciplina, cambiano le condizioni meteo, si corre su due manches, ma il risultato è lo stesso: vince Toni Sailer precedendo di quattro secondi il giapponese Chiharu Igaya e di cinque e mezzo lo svedese Stig Sollander. Primo degli italiani è il cortinese Guido Ghedina, diciassettesimo, a ventisei secondi (nel gigante si era classificato undicesimo).

Non c’è due senza tre

Il 3 febbraio si tiene l’ultima gara di sci alpino, la più attesa: la discesa libera sulla Tofana. Si parte e 2.282 metri e si arriva a 1.380, quindici porte per quasi tre chilometri e mezzo di percorso. Toni Sailer ha il pettorale 14 e la solita tuta “all black”. Pochi minuti prima della partenza gli salta uno dei legacci di cuoio che fissano gli scarponi agli attacchi, lo cambia appena in tempo e sembra andare tutto per il meglio. Poco prima del traguardo, però, gli si apre la soletta di uno sci. Il risultato? Vince con tre secondi e mezzo di vantaggio sullo svizzero Raymond Fellay e quattro sul connazionale Molterer. Primo degli italiani, Gino Burrini, sesto al traguardo con otto secondi di ritardo da Sailer. Per lo sciatore di Kitzbühel è un trionfo, tre vittorie in tutte e tre le gare di sci alpino, il “fulmine nero” diventa “il re di Cortina“.

Dopo i successi: attore e cantante

Due anni più tardi Sailer viene, però, accusato di professionismo (ufficialmente era un lattoniere) e quella di Cortina diventa, quindi, la sua ultima Olimpiade. Non gli rimase che godersi il successo. Recitò in alcuni film: “La saetta nera” (ça va sans dire – 1958), “12 Mädchen und 1 Mann” (1959) “Kauf dir einen bunten Luftballon” (1961) e “Sein bester Freund” (1962), diretto dal sudtirolese Luis Trenker. Poi passò alla musica, nel 1965 incise anche disco (“Am Fudschijama blüht kein Edelweiß”, un pezzo non proprio indimenticabile) e negli anni successivi proseguì la sua carriera nello spettacolo partecipando a numerose serie televisive. Il “re di Cortina” se ne è andato poco meno di sette anni fa, il 24 agosto 2009, a Innsbruck, stroncato da un cancro alla laringe. Aveva 73 anni.

Massimiliano Boschi

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