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Cortina, Capodanno ad altissima quota

Pubblicato il 27 dicembre 2016 in Agenda, Cronaca

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È il momento in cui Cortina d’Ampezzo brilla di più. Per certi versi, anzi, il Capodanno sembra studiato per lei: sciare, sì, ma anche divertirsi nei tanti appuntamenti sociali che la Regina delle Dolomiti è in grado di organizzare. E che assumono un rilievo particolare in quanto inseriti in un contesto naturale pregiato. Si pensi, per esempio, al cenone a 2.120 metri di quota, il Gran Galà al Rifugio Faloria. Difficile immaginare un evento del genere in altre località. Per chi fosse interessato, il numero giusto è 0436 2517.  Seguiranno uno spettacolo con un Dj e uno pirotecnico. Sempre rimanendo in quota, anche i rifugi Capanna Tondi (0436-5775) e Col Gallina (0436 2939 e 339 4425105) organizzano un cenone con piatti tipici del territorio. Alla Capanna Tondi, peraltro, si arriva in funivia solo fino ad un certo punto; poi il percorso prosegue in motoslitta. I rifugi, in genere, si raggiungono percorrendo sentieri. I brindisi si svolgono su terrazze panoramiche. Va detto che ci sono altri rifugi che organizzano il capodanno in quota: Averau (0436 4660), Scoiattoli (0436 867939) e Lagazuoi (0436 867303).

Per chi non è mai sazio di avventura, e decidesse di dare il benvenuto al nuovo anno sopra i 3mila metri, «dalla cima di una delle montagne più suggestive del comprensorio», assicurano gli organizzatori, c’è pure questa possibilità: partenza alle 20.30 dal Rifugio Dibona per salire in tutta sicurezza allacroce di vetta sulla Tofana di Rozes. Per informazioni, è bene contattare le  Guide Alpine al numero 0436 868505.

Infine, per chi volesse dormire al cospetto della volta celeste, c’è una chance in più, da qualche mese a questa parte. Attorno, c’è il silenzio e i colori dell’alta montagna. Ma proprio alta: la località dell’ampezzano si chiama Col Gallina, ed è a 2.055 metri sul livello del mare. Il fatto è che la baita è poco più che una stanza, ma le pareti sono di vetro. È immersa, per così dire, nella natura delle Dolomiti patrimonio Unesco; il paesaggio è spettacolare, e secondo gli organizzatori l’esperienza è garantita. È la “Starlight Room Dolomites. Insomma, il cielo in una stanza. Naturalmente, non ci si arriva in macchina: servono le ciaspe, o la fat-bike, o la motoslitta. Ma anche il viaggio è parte dell’esperienza.  Per informazioni, contattare il rifugio Col Gallina.

Marco de’ Francesco

crediti immagine: Diego Gasperi Bandion

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