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Ferrovia delle Dolomiti: in attesa della nuova, Cortina si compra la vecchia

Pubblicato il 3 marzo 2016 in Cronaca

FerriviaDelleDolomiti  

In attesa dell’arrivo della nuova ferrovia delle Dolomiti, Cortina si prepara all’evento riacquistando la vecchia. Venerdì 4 marzo verrà infatti sancito il passaggio del sedime dell’ex ferrovia dallo Stato al comune ampezzano, che potrà così utilizzarlo liberamente. Questa nuova firma storica verrà sottoscritta dal sindaco di Cortina d’Ampezzo, Andrea Franceschi, e dal direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi. La vecchia linea ferroviaria, dismessa nel 1964, per certi versi ha continuato a svolgere la propria funzione di trasporto divenendo parte della “Lunga via delle Dolomiti” la pista ciclabile che percorre 47 chilometri, congiungendo – nella tratta di Cortina – Dogana Vecchia a Cimabanche.

Il sindaco: “Riportato un patrimonio alla comunità”

Ufficialmente l’intera area dell’ex ferrovia delle Dolomiti (che tocca una superficie complessiva di 250mila metri quadri) era di proprietà dell’amministrazione ampezzana già dal dicembre scorso, quando cioè il vicesindaco Enrico Pompanin aveva firmato a Mestre l’atto di transazione e l’autorizzazione alla cessione dei terreni, ma mancavano ancora gli atti tecnici del demanio. «La firma di venerdì ci rende molto soddisfatti perché è un’ottima notizia per tutta la comunità — dichiara il sindaco di Cortina Andrea Franceschi —. Dopo aver acquistato tutti i terreni che appartenevano al Coni e aver trovato la soluzione per le caserme di Cimabanche, adesso anche il sedime dell’ex ferrovia entrerà a far parte definitivamente del nostro patrimonio. Un ringraziamento collettivo — conclude Franceschi — va a tutti coloro i quali hanno collaborato alla chiusura della controversia».

Costo totale dell’operazione: 1milione e 680mila euro

Un passaggio di consegne, quello tra il Demanio e il comune di Cortina, iniziato nel 2005 e che nel corso degli anni si è rivelato tutt’altro che semplice, come hanno sottolineato le dichiarazioni del primo cittadino. Stando alla firma di venerdì, il costo totale dell’operazione per il Comune si aggira su 1milione e 680mila euro, con un risparmio di 300mila su quanto ascritto dalla sentenza del 26 novembre 2014, che sembrava potesse mettere la parola fine alla trattativa.

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