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La fiaccola olimpica torna a Cortina: una torcia, tante storie

Pubblicato il 19 febbraio 2016 in Cronaca

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Sarà un fine settimana di festa per Cortina, che celebrerà l’anniversario dei sessant’anni dalle Olimpiadi invernali del 1956. Attraverso numerosi appuntamenti che si svolgeranno sabato 20 e domenica 21 febbraio “Cortinissima ‘56” vuole essere non solo un modo per ricordare nostalgicamente il passato, ma anche una base di partenza per avvicinarsi con entusiasmo ai Mondiali 2021 che vedono Cortina come unica candidata a ospitare la manifestazione.

Un’ospite speciale: la fiaccola olimpica

Tra i tanti ospiti d’eccezione invitati alla manifestazione, come Deborah Compagnoni e Kristian Ghedina, ne spicca uno in particolare che non ha rilasciato dichiarazioni, dato che la sua storia parla da sé: la fiaccola olimpica. Sabato pomeriggio dalle 17 sfilerà per il centro città. Torneranno così alla mente i momenti di quel lontano 26 gennaio 1956 quando era tenuta nelle salde mani del tedoforo pattinatore Guido Caroli, capace di tenerla viva nonostante il famoso capitombolo durante il tragitto finale all’interno del nuovissimo stadio del ghiaccio di Cortina.

Il “mito Cortina” nasce nel ’56

Nel momento in cui Guido Caroli, fiaccola olimpica in mano, di fronte alle telecamere del mondo intero (per la prima volta un evento sportivo fu trasmesso in diretta su tutto il territorio nazionale) ha dato il via a quell’evento sportivo non si è dato solo inizio alla settima edizione dei Giochi olimpici invernali. Dalle quella fiamma si sono sviluppati una serie di effetti che hanno poi alimentato tante altre storie a cui siamo legati.

Grazie al successo organizzativo di quella manifestazione è stata possibile poi, quattro anni dopo, la realizzazione delle Olimpiadi di Roma nel 1960. Dalla fiamma di Cortina ’56 è nato anche il mito turistico di Cortina: meta privilegiata, oggi come ieri, di grandi personaggi mondani e intellettuali come Clark Gable, Sophia Loren, Ingrd Bergman, Brigitte Bardot, Alberto Sordi. Oggi come ieri questa tradizione della città permane.

Il mistero delle fiaccole olimpiche
La fiaccola olimpica di Londra '48 in possesso di Ivan Divenuto. E' identica a quella utilizzata durante le Olimpiadi di Cortina '56

La fiaccola olimpica di Londra ’48 in possesso di Ivan Divenuto. E’ identica a quella utilizzata durante le Olimpiadi di Cortina ’56

La fiaccola olimpica che arriverà a Cortina sabato prossimo è praticamente identica, nel suo aspetto, a quella utilizzata nelle Olimpiadi di Londra del 1948, le prime dopo la Seconda guerra mondiale. Un caso più unico che raro come ci racconta Ivan Divenuto, napoletano di nascita ma trasferitosi a Campo Tures in Valle di Tures per amore della montagna, possessore di una delle 580 fiaccole di Londra ’48 che percorsero l’Italia. «Sono in possesso di questa fiaccola grazie al cognato di mio nonno, Mario Perrone. – racconta Divenuto, che oggi gestisce in paese un negozio di abbigliamento sportivo – La trovai quasi per caso dopo la morte di mio nonno, Gaetano Rotondella, colonnello in pensione del Regio esercito italiano che ha combattuto durante la Seconda guerra mondiale»,

Sorprende la similarità della fiaccola di Cortina con quella delle altre due edizioni. «Tutti e due i modelli di fiaccola – racconta Ivan Divenuto – differiscono soltanto per il sistema di combustione. Per Londra il combustibile è parzialmente diverso insieme anche al contenitore installato dentro la torcia. Per Cortina era uno stoppino imbevuto di cera. Comunque si era pensato di uniformare la forma della torcia, mentre cambiava naturalmente l’iscrizione. Poi con Roma 1960, da veri italiani amanti dell’arte, il comitato ha cambiato la forma della torcia e introdotto le medaglie con il collare e non più consegnate in cofanetto».

Tante storie in una torcia

Ecco allora che la semplice curiosità per la storia della fiaccola olimpica diviene occasione per riscoprire storie passate della propria famiglia, del proprio Paese e delle vicende olimpiche. Benché fedele al re, il nonno di Ivan si ritrovò nella difficile situazione di essere prefetto a Sassuolo dopo il fatidico 8 settembre del 1943. Stando alle sue ricerche, entrò in possesso della fiaccola dal cognato, il capitano Mario Perrone, che fece il tedoforo per le Olimpiadi di Londra ’48.

Le fiaccole olimpiche da Cortina ’56 in poi sono state sostanzialmente due: una accendeva il fuoco olimpico, le altre erano invece quelle che giravano per il mondo in mano ai tedofori. Le prime Olimpiadi erano riservate solo agli atleti militari e per questo i tedofori, nel loro percorso, partivano dalle caserme. Plausibile, dunque, che a entrarne in possesso fossero persone che avessero svolto lavori all’interno dell’esercito. «Il cognato di mio nonno – conclude Ivan Divenuto – corse per il 67esimo reggimento di Legnano, uno dei reggimenti coinvolti nell’organizzazione del percorso della fiaccola, come molti altri, visto che fu tutto organizzato, si può dire, dai militari».

Samuele Marchi

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