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In 7 anni 400 progetti sviluppati dal Fondo comuni di confine

Pubblicato il 5 dicembre 2017 in Cronaca

Fondo comuni di confine  

Tra i progetti messi in cantiere nei primi anni di vita del fondo, il collegamento funiviario Cortina-5 torri (con un contributo di 18 milioni su un totale di 24,2), lo studio di fattibilità del Treno delle Dolomiti-Ferrovia Bellunese, il  sostegno alla domanda per l’accesso alla banda larga nelle aree tra Trento e Bolzano e il piano di marketing territoriale delle Dolomiti. La notizia è che il Fondo comuni di confine, nato come Calderoli-Brancher con la finanziaria per il 2010 del dicembre 2009,  entrato in vigore nel marzo del 2011 e successivamente confermato con un nuovo assetto nel 2014, andrà avanti. Sulla scorta dei buoni risultati degli ultimi anni.

«In sette anni – ha affermato il presidente del fondo Roger De Menech – sono stati sostenuti 400 progetti (un terzo in Lombardia, due terzi in Veneto), grazie a 550 milioni di euro versati da  Trento e Bolzano». Anche in futuro, la Provincia di Bolzano e quella di Trento verseranno 40 milioni di euro ciascuna all’anno per alimentarlo. Lo si è deciso qualche giorno fa a Roma, con un accordo sottoscritto dal sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa, da De Menech, dai presidenti di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Ugo Rossi, e dai rappresentanti delle Regioni Lombardia e Veneto, Ugo Parolo e Federico Caner.

Il Fondo comuni di confine sosterrà progetti di interesse strategico

Al di là di qualche modifica formale (per i prossimi anni, per esempio, la sede resterà a Trento, invece di passare a Bolzano), ciò che cambia è l’impostazione: l’intesa prevede che il Fondo sostenga in maniera prioritaria progetti di interesse strategico per tutta l’area di confine, anche con valenza anche sovra-regionale; e ciò in particolare nei settori della mobilità, del turismo, dello sviluppo digitale, della sanità, della formazione, dell’energia, dell’ambiente e della cultura. Si rafforza, cioè, la strategia d’area vasta, anche per gettare un po’ di acqua sul fuoco acceso dai comuni bellunesi secessionisti, ringalluzziti dopo le vicende di Sappada. Più comuni coinvolti, meno guai per il futuro.

Secondo il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio «il lavoro sui fondi di confine ha prodotto gli effetti sperati. In particolare, come responsabile del ministero delle infrastrutture e dei trasporti evidenzio le importanti risorse messe a disposizione per la mobilità sostenibile. Infatti i 34 progetti per un totale di circa 124 milioni investiti in piste ciclabili sono il segno evidente della sensibilità dei territori su questi temi». Secondo l’assessore al turismo e all’economia e sviluppo montano Federico Caner, infine,  «ora i comuni veneti di confine con le province di Trento e Bolzano potranno beneficiare di risorse da investire nel nostro territorio ed evitare spinte secessioniste verso altre regioni o province autonome».   

Marco de’ Francesco

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