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Il Giro d’Italia passa per le Dolomiti: ecco gli appuntamenti verso la tappa

Pubblicato il 14 aprile 2016 in Agenda, Sport

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La “corsa rosa” passerà per le Prealpi Bellunesi e per le Dolomiti. Sabato 21 maggio la 14esima tappa del Giro d’Italia partirà, per la prima volta, dal comune di Alpago, istituito il 23 febbraio scorso a seguito della fusione amministrativa dei centri urbani di Farra, Pieve e Puos d’Alpago. Il tratto Alpago-Corvara, 210 km, è considerato dagli esperti fondamentale per la classifica finale, forse decisivo. Nel percorso, i Passi Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Valparola e Giau. Le bici sfrecceranno a Pocol, frazione di Cortina d’Ampezzo. La salita inizierà dalle parti di Arabba; prima, i corridori passeranno per Ponte nelle Alpi, Belluno, Mas di Sedico, Agordo, Cencenighe Agordino, Avoscan, Alleghe e Rocca Pietore.

Gli 80 anni del Giro d’Italia

Il territorio, nel frattempo, si prepara all’evento. Venerdì 15 aprile, al Teatro Minimo a Chies d’Alpago, alle ore 20.30, William Nisi, curatore del “Museo storico della bicicletta” di Cesiomaggiore e Giovanni Viel, giornalista sportivo e autore del libro “Quella maglia rosa Dolomite“, parleranno di 80 anni di Giro d’Italia, di imprese dolomitiche sulle due ruote e della valorizzazione del museo. Parteciperà all’incontro anche la FIAB (Federazione italiana amici della bicicletta).

Il Museo della Bicicletta: la più antica è del 1791

Gli organizzatori rendono noto che il museo «dedicato a Toni Bevilacqua (veneziano campione del mondo dell’inseguimento nel 1950 e 1951), è stato fondato da Sergio Sanvido, nella sua prima versione, nel 1997. Successivamente Sanvido (scomparso lo scorso anno) ha voluto regalare la sua collezione al Comune di Cesiomaggiore che ha provveduto, con l’aiuto della Fondazione Cariverona e della Regione Veneto, alla collocazione di questa preziosa raccolta di biciclette, accessori e memorie del ciclismo nazionale e internazionale. Il Museo della Bicicletta fa parte del Club Italia Musei Ciclismo ed è uno dei più completi d’Europa. Il museo è gestito dalla Fenice Società Cooperativa Sociale di Feltre. Tutte le biciclette (la più antica è un modello del 1791) hanno la propria carta d’identità e sono suddivise sia per periodo storico che per tematica: bicicletta da bambino, da lavoro, da guerra, da turismo, da competizione».

Marco de’ Francesco

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