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I 50mila di Schladming: esempio da imitare per Cortina

Pubblicato il 27 gennaio 2016 in Slalom Gigante

Schladming_planai_nightrace_2005  

Lo spettacolo si ripete ogni anno, e non stanca mai. Certo, cinquantamila austriaci, la cui stragrande maggioranza con un tasso alcolemico elevato, non sono facili da sopportare, ma alla fine dopo una birra e una schnap risultano quasi simpatici anche loro. Schladming non è Kitzbuehel, non c’è velocità, non ci sono schianti a cento chilometri orari, ma se possibile è ancora più tempio dello sci della località del Tirolo. Le tribune e le strutture costruite per i mondiali del 2013 (Cortina, impara…) si riempiono all’inverosimile ogni anno in una arena dello slalom che abbraccia ciascun protagonista, meglio se austriaco.

Quella volta del papocchio a Giorgio Rocca…

Ma nel buio della “notturna” (unica del circuito con Madonna di Campiglio) ogni stella può brillare e venir ammirata, al contrario di quello che succedeva fino a qualche anno fa dove gli avversari più temibili dei padroni di casa venivano “ostacolati” da bordopista e a volte perfino dai cronometristi come in uno stadio da calcio. Ne sanno qualcosa Jens Byggmark, Giorgio Rocca e Julien Lizeroux: al primo furono tirate palle di neve, all’azzurro fu fatto un papocchio clamoroso sul tempo della prima manche (a 10 anni di distanza non si è ancora capito se avesse ragione il cronometro o il cronometrista, con il risultato che un nervosissimo Giorgio uscì nelle porte finali della seconda manche a vittoria quasi acquisita…). Peggio andò al francese, al cui passaggio furono lanciati fumogeni per confondergli la vista per favorire Raich e Matt, anche se gli organizzatori diedero la colpa ai fan di Kostelic.

Nonostante la sfortuna, Hirscher ha le mani sulla Coppa del Mondo

Ma chi di visibilità ferisce, di visibilità perisce: ieri, sette anni dopo il fattaccio, Marcel Hirscher ha corso una prima manche praticamente alla cieca a causa di una lente della maschera montata al contrario dal proprio skiman. Una cosa inverosimile, ma del resto tra droni caduti e lamine rovinate l’austriaco non è decisamente fortunato questa stagione. Oddio, la Coppa del Mondo è praticamente già sua a gennaio dopo il crack di Svindal, quindi buona e cattiva sorte probabilmente si equivalgono. Ventiduesimo dopo la prima manche, Hirscher ha comunque chiuso al secondo posto dietro al solito ineguagliabile Krisoffersen, che come ormai di consueto da tre gare sembra illudere tutti con una prima manche al rallentatore per poi annientare gli avversari nella seconda. Il norvegese è alla sesta vittoria su sette slalom (nel settimo è arrivato secondo), e a meno di 100 punti da Hirscher in classifica generale: di slalom ormai ne mancano pochi, ma se riuscisse a far qualche punto in superG e salire sul podio in gigante con una certa regolarità…

Stefano Gross sesto, Patrick Thaler ottavo

L’Italia, con Razzoli operato con successo a Milano, si attacca a Stefano Gross, sesto dopo che a metà gara era secondo, e all’eterno Patrick Thaler, ottavo. Con quei due davanti è difficile vincere, ma va dato atto al fassano di averci provato esattamente come il leader della prima manche, l’amatissimo tedesco Neureuther. Sapendo che Kristoffersen e Hirscher avevano fatto un’ottima seconda manche, Felix ha aperto il gas al massimo ed è uscito di pista.

Andrea Saule

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