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Isolde Kostner, l’amore per Cortina: “I Mondiali occasione da non perdere per rinnovarsi”

Pubblicato il 28 gennaio 2016 in Cronaca, Interviste

isolde  

Tre medaglie olimpiche, altrettante mondiali (con due ori, a Sierra Nevada e a Sestriere), 15 vittorie in Coppa del Mondo e due coppe di specialità, le ultime azzurre in campo femminile. Isolde Kostner è dopo Deborah Compagnoni la sciatrice italiana più forte di tutti i tempi, e come la campionessa valtellinese è “sparita” dalle scene dopo il ritiro, gestendo un bellissimo albergo a Selva di Val Gardena e uscendo di fatto dal mondo dello sci, che tuttavia continua a osservare da “tifosa”.

Isolde, questa stagione sembra davvero monotona in campo femminile: nessun nome nuovo e una Vonn troppo superiore alle avversarie…
“Sto seguendo le gare in televisione quando riesco, credo che sia così anche per via del ritiro temporaneo della Maze e dell’infortunio della Fenninger. Nelle prove veloci Lara Gut a volte riesce a dar filo da torcere alla Vonn, ma solo su certe piste”.

Hai parlato della concorrenza, ai tuoi tempi era diverso?
“Negli ultimi anni la Coppa del Mondo è stata molto più combattuta: c’era la Riesch, la Maze, la Fenninger, la Gut e la stessa Vonn che anche per colpa di alcuni infortuni ha vinto un po’ di meno. E’ impressionante pensare a cosa avrebbe potuto fare se fosse stata sempre sana: ha vinto già 75 gare in Coppa del Mondo e ha appena 30 anni”.

In che cosa credi sia così superiore alle avversarie?
“Innanzitutto ha tanta esperienza e conosce le piste a memoria, ha cominciato a gareggiare quando io ero a fine carriera, parliamo di più di dieci anni fa: i tracciati sono simili, e nelle prove veloci conoscerli aiuta moltissimo. Poi scia bene: è sempre composta, centrale, non prende neppure grandi rischi. A questo aggiungerei una superiorità fisica pazzesca”.

Parli della stazza?
“Non tanto l’altezza, quanto le ossa: me la ricordo la prima volta che la vidi, aveva 18 anni ed ero rimasta davvero impressionata. Senza darci un’accezione negativa anche perché è una bellissima donna, ma è una via di mezzo tra un uomo e una donna da quel punto di vista e da quello muscolare, è normale che con un fisico del genere si possa sciare meglio con i materiali di oggi”.

Ti sarebbe piaciuto vederla ai tuoi tempi?
“Sì, perché noi della velocità eravamo in tante a livello top: la Goetschl, la Meissnitzer, la Dorfmeitser, la povera Cavagnoud, Hilde Gerg… Magari avrebbe fatto più fatica a vincere 37 volte in discesa e 25 in superG”.

Come si vive senza sci e lontano dalla Coppa del Mondo?
“Si vive tranquilli, anche se è normale che manchino sia gli alti che i bassi che lo sport ti dà; manca anche un po’ il riconoscimento del lavoro da parte degli altri. Se arrivi prima hai i titoli sui giornali, se riempi tutte le camere per l’albergo in bassa stagione non lo sa nessuno anche se hai lavorato duro come per preparare una gara se non di più”.

A Cortina hai vinto cinque volte sulle Tofane: ci sei più tornata?
“Qualche volta ho visto le gare di Coppa dal vivo, quest’anno no perché ero molto impegnata con il lavoro ma ci torno più che volentieri ogni anno per sciare in libertà con la famiglia: è sempre una bella emozione, e l’ho trovata migliorata”.

In cosa in particolar modo?
“Gli alberghi stanno finalmente migliorando, ci sono molte strutture che hanno investito e si sono avvicinate al livello di ospitalità dell’Alto Adige. Certo, non tutte, ma sono rimasta davvero colpita”.

Pensi che se venissero assegnati a Cortina i Mondiali del 2021 la situazione potrebbe ulterioremente migliorare?
“Sicuro. Tifo per i Mondiali per diversi motivi. Il primo è legato al nostro sport: dopo Tomba e Compagnoni la gente era rimasta attaccata al mondo degli sport invernali grazie ai mondiali di Bormio e soprattutto ai giochi Olimpici di Torino, ma quel patrimonio e quell’interesse purtroppo si è smarrito negli ultimi dieci anni. All’Italia serve una manifestazione del genere, e a Cortina ancora di più”.

Cosa è cambiato nell’interesse?
“Per la gente di città è uno sport molto costoso da praticare, lo è sempre stato ma ora ci sono meno soldi e anche un po’ di pigrizia da parte dei giovani. A Cortina questi Mondiali servirebbero per rinnovarsi: mancano i collegamenti tra il Faloria e le Tofane, i parcheggi e la viabilità, vanno rinnovate le piste per le competizioni così come gli impianti di risalita. E’ un’occasione da non perdere, perché Cortina ha un fascino che poche località al mondo hanno”.

Andrea Saule

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