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Kitzbuehel: I Fill Good

Pubblicato il 23 gennaio 2016 in Discesa Libera, Sport

Peter FIll  

Kitzbuehel – Gli austriaci per consolarsi stanno già dicendo che non era la vera Streif, che la partenza abbassata ha tolto la Mausefalle (la “Trappola per topi”, salto in picchiata a 100 km/h dopo pochi secondi di pista), e che la decisione di non far partire tutti gli atleti dopo il pettorale 30 per motivi di sicurezza legati alla scarsa visibilità ha tolto potenziali avversari. Baggianate.

Peter Fill: sprezzo del pericolo per una vittoria coraggiosa

Sull’Hannenkamm sventola la bandiera italiana anche quest’anno. Merito di uno staordinario Peter Fill, che sprezzante dei pericoli che hanno fatto uscire gli avversari più temuti ha domato la Streif accorciata con classe ed esperienza: il trentatreenne di Castelrotto ha coronato un’ottima carriera con coraggio e un po’ di fortuna, limitando gli errori e sfruttando al massimo quello che la visibilità ha concesso.

“Pietro” è riuscito dove solo Ghedina e Paris ce l’avevano fatta (Innerhofer aveva vinto in superG, non la stessa cosa), mettendosi alle spalle gli elvetici Feuz e Janka. Privi di Mayer e della “vittima” delle prove della Streif Kroll, ai trentamila austriaci a bordo pista non è rimasto che attaccarsi al settimo posto della promessa Kriechmayr, un po’ poco per una Nazione per cui questa gara vale come una partita della Nazionale di calcio in Brasile. Per quello che riguarda gli altri azzurri molto male Innerhofer, che pure era tra i favoriti, e Heel. Ma poco importa: nel mito quest’anno entra Peter Fill.

Andrea Saule

Ph: hahnenkamm.com

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