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Marcialonga: più di 8.000 camion per portare la neve. Ma è sostenibile in futuro?

Pubblicato il 1 febbraio 2016 in Cronaca

Marcialonga  

È possibile analizzare la 43edima edizione della Marcialonga, la più importante competizione di sci di fondo in Italia, che si è svolta ieri tra Val di Fassa e Val di Fiemme in una duplice prospettiva. Da una parte la gara: i quasi ottomila atleti che si sono presentati sui nastri di partenza, i successi in campo maschile del campione in carica, il norvegese Tord Asle Gjerdalen, e in campo femminile della svedese Britta Johansson Norgren. Dall’altra parte invece si è svolta un altro tipo di sfida: quella tra gli organizzatori della manifestazione e le avversità atmosferiche che per tutto l’inverno hanno fatto temere l’annullamento dell’evento.

Per garantire la manifestazione, coinvolti 8.500 camion

Viste le forti criticità, si pensava che anche questa gara, come molte altre gare invernali di questa stagione, potesse essere annullata. Anche ieri assenza di neve e un clima primaverile, con temperature tra i dodici e quindici gradi, hanno caratterizzato la giornata, accompagnando gli atleti per tutti i settanta chilometri del tracciato. Dietro i successi degli atleti scandinavi dell’ultima edizione della Marcialonga, sta una macchina organizzativa impressionante che è stata capace di muovere 8.500 camion di neve artificiale che hanno lavorato per garantire lo svolgimento della gara. Trenta invece i cannoni che hanno sparato fiocchi di neve per ventotto notti consecutive, garantendo così un manto nevoso su tutta la pista. Per compiere questa operazione è stato necessario prelevare 40mila metri cubi d’acqua dagli acquedotti dei diciassette comune per i quali passa la gara.

Chi ha vinto a Marcialonga 2016?

Verrebbe da pensare che i veri vincitori della Marcialonga 2016 siano gli organizzatori, capaci di realizzare un vero e proprio miracolo di tecnologia ambientale. Una soddisfazione rimarcata da Gloria Trettel, segretario generale della Marcialonga, che ha dichiarato di non avere mai pensato di rinviare la manifestazione. Eppure, sarà necessario verificare gli effetti che questa operazione ha provocato all’ambiente, per cercare, eventualmente, di trovare in futuro strumenti meno impattanti di ottomila camion per garantire lo svolgersi di queste manifestazioni. Sempre che, clima permettendo, siano ancora sostenibili.

Samuele Marchi

 

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