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Moceri e Bonetti vincono la Coppa d’Oro delle Dolomiti

Pubblicato il 26 luglio 2016 in Cronaca

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Alla fine, l’ha spuntata l’equipaggio dell’Alfa Giulietta TI del 1961: Giovanni Moceri e Daniele Bonetti. Forse non ha vinto l’auto più bella, né quella più spettacolare; ma di certo al traguardo di domenica 24 luglio si è presentata per prima una macchina ben preparata condotta da una coppia di piloti esperti. Moceri e Bonetti hanno infatti vinto di recente la centesima edizione della Targa Florio, su Fiat 508 C del 1939. Al secondo posto Luca Patron e Massimo Raimondi su Mg Supercharger del 1933. Sul podio in terza posizione Leonardo Fabbri e Vincenzo Bertieri su Volvo Amazon 122 del 1961. Peraltro, secondo gli organizzatori, la Coppa d’Oro delle Dolomiti 2016 «ha visto una lotta al vertice con continui scossoni in classifica».

Moceri si è detto «particolarmente contento di questo successo, perché conseguito su una macchina italiana, l’Alfa Romeo Giulietta TI del ‘61, a differenza delle mie due precedenti affermazioni alla Coppa d’Oro delle Dolomiti conseguite con una Porsche Speedster prima e una Bmw 328 poi». Sempre secondo il pilota «questo successo assume maggiore importanza perché conquistato su una macchina che non guido abitualmente, visto che la mia macchina ha subito un guasto durante una recente manifestazione. Questo weekend è stato ottimo, abbiamo condotto la gara praticamente dall’inizio, l’organizzazione è stata perfetta. Rivolgo un ringraziamento alla mia scuderia Loro Piana Classic ed al mio navigatore Daniele Bonetti con cui c’è un ottimo affiatamento».

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La Coppa d’Oro delle Dolomiti è sempre più internazionale

Secondo il presidente del comitato organizzatore, Alessandro Casali, la Coppa d’Oro è «sempre più internazionale e sempre più appassionante. La macchina organizzativa ha funzionato e il grande successo è dato dalla soddisfazione dei nostri partecipanti, molti dei quali hanno già prenotato la loro presenza per la settantesima edizione dell’anno prossimo».

Secondo infine il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, «quattro anni fa, noi dell’Automobile Club d’Italia abbiamo pensato che non avremmo potuto esimerci dal sostenere il collezionismo di auto storiche. Vorremmo rompere certe situazioni e pensiamo che i collezionisti non debbano pagare per il riconoscimento di un diritto. Aci Storico deve essere il punto di riferimento dei collezionisti. Grazie ad Alessandro Casali abbiamo avuto una edizione della Coppa d’Oro ricca di emozioni».

Marco de’ Francesco

 

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