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Olimpiadi 2026, Calgary rinuncia, Stoccolma traballa: aumentano le chance di Cortina

Pubblicato il 14 novembre 2018 in Cronaca

 

Calgary dice no alle Olimpiadi e spiana la strada alla candidatura congiunta italiana, quella di Cortina-Milano. Il 56,4% dei residenti della città canadese, chiamati a votare in un referendum consultivo, ha infatti stabilito che le Olimpiadi 2026 non le vuole a casa propria. Il risultato del referendum  conferma le previsione degli ultimi sondaggi e – pur non avendo valore vincolante e non avendo raggiunto nemmeno la soglia di affluenza del 50 per cento – il consiglio comunale di Calgary ha deciso di legare la decisione finale all’esito della consultazione. Per porre definitivamente fine alla corsa per i giochi olimpici di Calgary – che ha già ospitato nel 1988 le Olimpiadi – serve però un ulteriore voto del consiglio comunale, che tuttavia non sembra favorevole a portare avanti la candidatura.

L’unico «competitor» rimasto quindi in gara è Stoccolma. Grandi però le titubanze dal fronte scandinavo, a causa dell’incertezza politica che caratterizza il paese e dell’opposizione del governo alla candidatura per questioni economiche. «A maggior ragione di fronte a questa notizia dobbiamo lavorare, progettare, fare squadra come se avessimo mille competitors. Guai abbassare la guardia – afferma il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia -. Dobbiamo sostenere la candidatura Milano-Cortina con ancora più tensione e determinazione di prima, a cominciare dall’andare a Tokio ancora più forti e convinti delle qualità della nostra proposta. Sarebbe un errore calare la tensione per un possibile avversario in meno, perché non si vince adesso, ma il giorno dell’assegnazione ufficiale da parte del Cio».

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