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Olympic Winters, dal 29 luglio apre la mostra sulle olimpiadi d’inverno

Pubblicato il 22 luglio 2016 in Agenda, Turismo

olimpic winters  

Furono le olimpiadi del discesista austriaco Toni Sailer, ma anche quelle dei bobbisti italiani Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti. Ma fu anche un evento spartiacque: per Cortina d’Ampezzo, che divenne celebre, e per il resto del mondo. Quelli del 1956 furono infatti i primi giochi invernali ad avere una copertura mediatica quasi globale. Oggi la mondovisione è normale, perché ci sono i satelliti; ma lo Sputnik fu lanciato l’anno dopo, nel 1957.  Comunque sia, fu Olympic Wintersappunto l’eccezionale dimensione mediatica dell’evento a emancipare le olimpiadi invernali da quelle estive. Era stato compiuto un passo definitivo nella direzione del rafforzamento dell’identità di certi sport, che trovarono l’interesse e gli sponsor necessari alla loro pratica.  Della complessa vicenda dei giochi invernali, all’inizio visti con sospetto pure dal barone De Cubertin, si fa ora un’esposizione, Olympic Winters.ajaxmail1

Gli organizzatori rendono noto che «si chiama Olympic Winters, ed è la mostra che la Regina delle Dolomiti – per iniziativa dell’amministrazione comunale – dedica alla vicenda delle Olimpiadi d’inverno, dagli albori degli anni Venti alla magia irripetibile di Cortina 1956, per arrivare infine a Sochi 2014».  L’esposizione, che sarà attiva dal 29 luglio a fine settembre, verrà riaperta al pubblico per la stagione invernale 2016-2017 e troverà spazio all’Alexander Girardi Hall.  Il concetto, la grafica e la progettazione sono opera del KreaLab di Cortina, a cura di Roberto Casanova e Dino Gillarduzzi ai quali si affiancano Francesco Chiamulera per i testi e Alberto Manaigo per le ricerche.  Olympic Winters

Olympic Winters e l’uomo

Sempre secondo gli organizzatori saranno esposti «decine di pannelli, di fatti e dati statistici, di illustrazioni e di racconto, articolati in oltre venti sezioni: si va dalle discipline e dalle architetture olimpiche ai costi e benefici di ogni gioco, dai palmarès alla evoluzione dei simboli, delle medaglie, della comunicazione. Un viaggio interattivo e di vero infotainment tra le Olimpiadi invernali della storia. Per ricordare che, nonostante tutto, il protagonista rimane l’uomo. Con il suo coraggio e le sue debolezze».

 Marco de’ Francesco

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