Menu

Ricordando Cortina ’56: la cerimonia di apertura e il capitombolo in diretta Tv

Pubblicato il 28 gennaio 2016 in Cronaca

olimpic winters  

Era la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali del 1956, l’emozione era alle stelle e il tedoforo Guido Caroli stava portando con stile impeccabile la torcia olimpica mentre procedeva pattinando in scioltezza all’interno del nuovissimo stadio del ghiaccio di Cortina. Per la prima volta la televisione italiana trasmetteva in diretta un evento sportivo su tutto il territorio nazionale e Caroli sapeva di avere su di sè gli occhi di A00185123mezzo mondo. Proprio le necessità televisive, però, avevano costretto gli organizzatori a far passare un cavo lungo la pista su cui stava plasticamente pattinando il buon Caroli, il capitombolo fu, perciò, inevitabile. (I più sadici lo possono rivedere in questo video d’epoca, al minuto 3.55) . L’incidente non fu però di cattivo auspicio, perché, non solo le Olimpiadi invernali di Cortina furono un grande successo, ma finirono per spianare la strada a quelle estive che si sarebbero tenute a Roma quattro anni più tardi.

Più di 800 atleti per 32 paesi diversi

Furono le prime Olimpiadi organizzate sul suolo italiano, ma per spiegare meglio cosa significasse organizzare un evento simile nel 1956, è meglio lasciare spazio ai numeri. Alle settime olimpiadi invernali di Cortina parteciparono 821 atleti, (132 donne e 689 uomini) di trentadue paesi diversi (gli atleti italiani erano 79). Tutte le gare si svolsero dal 26 gennaio al 5 febbraio in dieci impianti sportivi differenti. Le competizioni di pattinaggio artistico si tennero allo stadio del ghiaccio di Cortina, e fu l’ultima volta che questa disciplina olimpica si disputò in un impianto all’aperto. Le discese di sci alpino si tennero, invece, su quattro piste diverse: Canalone, Col Drusciè, Ilio Colli e Olimpia, mentre il pattinaggio di velocità si corse in un ambiente incantevole: il lago di Misurina.

Nel medagliere primo posto all’Unione Sovietica, Italia ottava

Passando ai risultati, il medagliere conclusivo segnò il trionfo degli atleti sovietici che portarono a casa sette medaglie d’oro, tre d’argento e sei di bronzo, precedendo l’Austria che si aggiudicò quattro medaglie d’oro di cui ben tre vinte da Toni Sailer che si aggiudicò tutte le prove di sci alpino (Discesa, gigante e slalom). Il terzo posto del medagliere fu appannaggio della Svezia (due ori, quattro argenti e quattro bronzi) che precedette Finlandia, Stati Uniti, Svizzera, Norvegia e, all’ottavo posto l’Italia che vinse un oro (con Lamberto Dalla Costa e il palermitano Giacomo Conti nel bob a due) e due argenti (uno con Eugenio Monti e il cortinese Renzo Alverà sempre nella gara di bob a due, e l’altro sempre con Monti e Alverà, nel bob a quattro, insieme a Renato Mocellini e a un altro cortinese Ulrico Girardi). Oltre che con l’oro, i vincitori vennero gratificati con l’incisione del proprio nome sulla lapide posta all’ingresso dello stadio del ghiaccio.

Gli atleti più giovani e più anziani di Cortina ’56

Per chiudere, una nota anagrafica: la più giovane atleta partecipante era la dodicenne pattinatrice inglese Carolyn Patricia Krau, classificatasi undicesima nel pattinaggio artistico a coppie. Tra gli uomini, i più giovani erano due pattinatori quindicenni, il francese Alain Calmat e l’inglese Ward Rodney. Il più anziano del gruppo era, invece, il bobista austriaco, Karl Wagner, classe 1907, aveva 48 anni e 271 giorni nel giorno della sua prima gara cortinese.

Massimiliano Boschi

Related Post

Puoi leggere anche

Copyright © 2016 CortinaSki2021 | Media Accelerator | Partita IVA: 02906890211Policy Privacy e Cookie