Menu

Roda: “Saranno i mondiali di Cortina (e di Venezia), all’insegna della sostenibilità”

Pubblicato il 1 febbraio 2016 in Cronaca, Interviste

33062_G08_W01  

Una kermesse ecosostenibile, e opere che possano servire anche quando tutto sarà finito. Strutture deturpanti e disegni da megalomani resteranno fuori della porta. D’altra parte, la candidatura di Cortina d’Ampezzo per i Mondiali di sci alpino del 2021, che saranno – con ogni probabilità – assegnati alla Regina delle Dolomiti a giugno, in Messico, non si gioca sulle americanate ma su poche cose e concrete. Bisogna piazzare la carta della serietà. Lo pensa, e lo dice, Flavio Roda, presidente della Fisi (Federazione italiana sport invernali), 68 anni, di Lizzano in Belvedere (Bologna). Che ha un curriculum di tutto rispetto: è stato, negli anni Novanta, il primo allenatore di Alberto Tomba. E che ha partecipato, giorni fa, alla prima riunione operativa della Fondazione che gestisce la candidatura.

A che punto siamo?
«Ce n’è da fare. E quando i Mondiali saranno assegnati, non finirà lì. Ma, anzitutto, pensiamo alla candidatura: bisogna presentarsi con tutte le carte in regola. Peraltro, conto molto sull’opera del presidente Riccardo Donadon (fondatore e ad di H-Farm, l’incubatore di startup di Roncade, Treviso): ha ingegno, è innovativo, guarda in avanti».

Cosa fare, in particolare?
«Nulla di stratosferico. Per lo slalom, si torna alla pista olimpica, combinando una cabinovia con la seggiovia. Poi va “alzata” la pista della discesa, e curato il suo arrivo. Cose così, che però vanno fatte bene. Insomma, non si tratta di opere faraoniche, ma di migliorare l’esistente. Da questo punto di vista sarà un mondiale diverso, che punta sull’ambiente senza deturparlo. E poi, alla lunga, si tratta di giocarsi una carta importante».

Quale?
«Cortina va associata a Venezia. Agli occhi del mondo, deve risultare come la montagna della città più bella del mondo. Donadon stesso cita spesso il “binomio”.  Si tratta di portare in montagna parte dei tanti turisti che affollano le calli veneziane. Nessuna località sciistica al mondo può vantare una simile “parentela”. Naturalmente, anche da questo punto di vista, c’è tanto da lavorare. Ma, su questa base, si può dar vita al giusto ambiente sportivo; e io penso che in quattro anni si possa realizzare un bel progetto».

Nessuna sorpresa, a giugno.
«La cosa importante è mettere in pratica ciò che si è detto alla Federazione internazionale dello sci, la Fis. Altre candidature di Cortina non erano risultate vincenti perché in effetti non c’era un progetto vero, importante; tranne l’ultima volta, quella in cui si impose Åre, località della contea dello Jämtland (Svezia) che ebbe la meglio sulla Regina delle Dolomiti per un solo voto. Ora si sente forte il sostegno del governo; e quello di Luca Zaia, che ci crede. E tutti sono convinti che si possa fare un buon lavoro».

Marco de’ Francesco 

Puoi leggere anche

Copyright © 2016 CortinaSki2021 | Media Accelerator | Partita IVA: 02906890211Policy Privacy e Cookie