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Sottoguda fra i «borghi più belli d’Italia»

Pubblicato il 13 marzo 2017 in Cronaca

sottoguda  

Anche le Dolomiti hanno un borgo “fra i più belli d’Italia”. Ha 90 abitanti ed è a due passi dalla Marmolada, a 1.250 metri sul livello del mare. È noto per i numerosi tabièi, fienili in legno diffusi nell’area dolomitica di cultura ladina, usati dai contadini per il deposito del fieno e il ricovero del bestiame e degli attrezzi agricoli – e oggi riadattati ad uso domestico. «Gli interni – afferma Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore – sono spesso realizzati con stile, mentre l’aspetto generale dei fienili è quello tradizionale». Le prime testimonianze sul villaggio risalgono alla seconda metà del Duecento. Ovviamente, in passato la principale fonte di sostentamento della comunità era l’agricoltura; oggi, ha assunto un certo rilievo l’artigianato, soprattutto quello relativo al ferro battuto.

sottoguda_bisComunque, non è stato solo il borgo a valere l’assegnazione, sabato 11 marzo alle 16,30 all’hotel La Montanara, vicino alla chiesetta del Quattrocento, della bandiera che definisce l’appartenenza ai “Borghi più belli di Italia” – club che adesso annovera, ufficialmente, anche Sottoguda, frazione di Rocca Pietore. Il presidente  Fiorello Primi ha consegnato l’ambito vessillo (alla presenza degli assessori regionali al turismo e all’ambiente, Federico Caner e Gianpaolo Bottacin) anche a causa del contesto meraviglioso che circonda il borgo. Si pensi  al percorso naturalistico “Serrai di Sottoguda”, due km di gola con pareti a picco alte centinaia di metri.

Il cammino, Parco di interesse regionale,  interseca il corso del torrente Pettorina. E arriva fino alla conca di Malga Ciapéla. Qui c’è la stazione di partenza della funivia della Marmolada, che giunge sino alla Punta Rocca (m 3.265), di fronte a Punta Penia, la cima più alta delle Dolomiti. A quota 2.950 metri è stato realizzato il “Museo della grande guerra”. Sottoguda è il primo borgo bellunese ad appartenere al Club; in Veneto, ne fanno parte solo località stranote al grande pubblico, come Arquà Petrarca, Asolo, Borghetto, Cison di Valmarino, Follina, Montagnana, Portobuffolè e San Giorgio. Il sindaco, ieri sera, verso le 21, era raggiante: «È andata molto bene. Ora possiamo fare progetti seri sul turismo, puntando su quello culturale, che notoriamente lascia sul territorio risorse importanti. Ci vuole impegno. Dobbiamo farci conoscere. Ma va detto che Il Club, grazie all’agenzia nazionale del turismo, fa il giro del mondo. Ve lo immaginate? Sottoguda a New York, a Tokio e a Pechino».

Marco De’ Francesco

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