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Kitzbuhel, the show must go on: ma a quale prezzo?

Pubblicato il 26 gennaio 2016 in Sport

abfahrt_walchhofer  

A sentirla, la canzone dei Queen era quasi beffarda: la discesa di sabato a Kitzbuhel era appena stata “decurtata” di metà dei partecipanti per motivi di sicurezza, ma dalle casse dell’impianto risuonavano le note dei trentacinquemila spettatori che volevano che lo spettacolo continuasse. Pazienza se il numero uno al mondo si era appena rotto un legamento crociato cadendo rovinosamente , e pazienza se altri due austriaci (dopo che i padroni di casa ne avevano persi altri due nelle prove di giovedì…) erano finiti in ospedale cadendo nello stesso punto dove era volato Svindal.

La gloria della Streif non è solo per chi vince, anzi: su questa pista, oltre a Fill – vincitore sabato – avevano vinto precedentemente in discesa due azzurri, Kristian Ghedina e Dominik Paris. Per farla breve, la celebre spaccata (VIDEO) sullo schuss finale è più ricordata del trionfo del ’98, e il terzo italiano più famoso – dopo Ghedina e Tomba, che però qui faceva solo lo slalom – è Pietro Vitalini. Motivo? Date un’occhiata su youtube….

Chi scende sulla Streif, specie nelle condizioni meteo e di visibilità di sabato, sa che parte e non sa se arriverà intero: fa parte delle regole del gioco, a volte insensate, di Kitz. Non puoi mandare a casa 30mila persone che chiedono velocità e spettacolo solo perché i dossi non si vedono bene. E gli eroi, un po’ incoscienti ma sempre eroi, non vogliono far altro che accontentarli, a costo di rischiare come minimo le ginocchia. Svindal appena rialzato con un crociato a pezzi non se si è nemmeno accorto dell’infortunio, e ai soccorritori ha chiesto solamente “come era il mio ultimo intermedio?”, un po’ come lo stesso Reichelt  ,salvato miracolosamente dall’airbag,

https://youtu.be/TigdxFRx1_Q

 

Del resto, non è solo la velocità a causare vittime: Giuliano Razzoli, nel più “prudente” slalom ha concluso anzitempo anche lui la stagione con il crociato anteriore lesionato. Seguiranno le solite riflessioni su materiali, tecnologia e sicurezza: chiacchiere interessanti ma spesso vuote, fin quando gli alteti saranno pronti a rischiare la salute (e la vita…) per la gloria eterna…

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