Menu

Treno delle Dolomiti, due mesi per decidere se elettrificare la linea fino a Calalzo

Pubblicato il 9 febbraio 2016 in Cronaca

maxresdefault-3  

Due mesi per decidere se elettrificare la linea tra Montebelluna (Treviso) e Calalzo (Belluno). È emerso lunedì, a seguito della giornata bellunese di Elisa De Berti. L’assessore veneto ai trasporti in mattinata ha incontrato a Palazzo Piloni il “Comitato per l’anello ferroviario delle Dolomiti”  nonché il deputato Roger De Menech e il vice presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin; nel pomeriggio ha presieduto al vertice con le categorie economiche della sede di Confindustria.

«Il fatto – chiarisce De Menech – è che lo scorso dicembre la giunta veneta ha approvato lo schema dell’atto di proroga del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia (fino al 31 dicembre 2023). Comporta, da parte del gestore, un piano di investimenti per 100 milioni di euro, ma anche  l’acquisto di otto locomotive diesel di nuova generazione.  Ora, è abbastanza evidente che o si elettrifica la linea, o si comprano le locomotive. Dunque, sarà bene che il gestore prenda una decisione a breve». Nel Bellunese i più sono per l’elettrificazione.

IMG_3933Secondo il Comitato le opere vanno infatti «studiate e realizzate nella prospettiva dei Mondiali di sci di Cortina 2021, ma ancor più in vista dell’Anello ferroviario delle Dolomiti, del quale parte fondamentale sarà anche il collegamento Feltre-Primolano». Intanto sabato 13 febbraio si avvicina: a Cortina d’Ampezzo si terrà la sigla tra i governatori del Veneto e della provincia autonoma di Bolzano, Luca Zaia e Arno Kompatscher. Si tratta di dare il via a uno studio di fattibilità, per capire quale sia il percorso più logico e interessante, e quanto costi l’opera. Una ferrovia del genere, seppure a scartamento ridotto, era già operativa nel 1921, tra Calalzo di Cadore e Dobbiaco (Bolzano). Nel 1962 è stata chiusa la tratta Cortina d’Ampezzo – Dobbiaco; nel 1964 la parte restante.

Con le categorie, invece, a parte la questione dell’elettrificazione, si è parlato di infrastrutture. Del tunnel di Coltrondo, sulla statale 52, del costo di circa 70 milioni; della variante di Valle di Cadore, sulla statale 51 e dai costi ancora indeterminati; della variante di Longarone, che costerebbe dagli 80 ai 150 milioni, a seconda che si decida o meno di fare una galleria; e della circonvallazione di Cortina d’Ampezzo: c’è un progetto Anas in 3 stralci con un nuovo ponte sul Boite, due gallerie (una delle quali di 4 km), ed una grande rotatoria snodo centrale di tutta la viabilità del luogo. Costerebbe 134 milioni. «Abbiamo davanti un appuntamento fondamentale come i Mondiali di sci a Cortina d’Ampezzo – ha affermato infine Italo Tonet, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti – e questo rappresenta sicuramente uno stimolo aggiuntivo per la realizzazione di alcuni interventi infrastrutturali».

Puoi leggere anche

Copyright © 2016 CortinaSki2021 | Media Accelerator | Partita IVA: 02906890211Policy Privacy e Cookie