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Venezia-Monaco, il tracciato (senza Bolzano) al Parlamento Europeo

Pubblicato il 14 ottobre 2016 in Cronaca

Autostrada A27. Fonte: http://www.mergili.at/worldimages/picture.php?/6768/tags/82-bridge  

I giochi, secondo l’europarlamentare dei Conservatori e Riformisti Remo Sernagiotto, si faranno nella seduta plenaria di Strasburgo, in programma dal 24 al 27 ottobre. E si concluderanno, afferma, nel migliore dei modi, e cioè con il sì al progetto del suo partito per la Venezia-Monaco. Una strada che è più di una strada. È anzi, nella sua ultima versione, un corridoio tecnologico. Sotto l’infrastruttura potrebbero correre la banda larga, l’extralarga, il gas e l’energia elettrica. Pedaggi e royalty finirebbero nelle tasche dei territori attraversati. La mappa, però, non contempla l’Alto Adige. «L’opera – afferma l’europarlamentare – passerà per Valle di Cadore (collegandosi al tratto di 20 km già approvato dal Ministero dell’Ambiente da Longarone fino a Tai di Cadore), Auronzo, Sappada, Comelico, Comelico Superiore, Lienz (Val Pusteria, ma austriaca)».

Il No dell’Alto Adige

prolungamento-a27Di recente, la giunta altoatesina ha ribadito il suo no al prolungamento dell’A27. E Richard Theiner, ex presidente della Fondazione Dolomiti Unesco nonché assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Bolzano, è intervenuto sul progetto per esprimere la propria contrarietà. Solo che, a quanto pare, l’opera non c’entra più niente con l’Alto Adige.

Secondo l’associazione “Vivaio Dolomiti”, che promuove seminari e incontri sullo sviluppo del territorio bellunese e che ha dato un occhio alle carte «l’ipotesi di corridoio tecnologico non coinvolge mai il territorio di Bolzano, ma esclusivamente la Provincia di Belluno (Italia) e il Distretto di Lienz (Austria), quindi non è giustificabile l’ingerenza sulla strategia di altri territori». Bolzano avrebbe dimostrato «di non conoscere le caratteristiche dell’opera che è pensata come infrastruttura ad alta tecnologia e ad alta qualità paesaggistica, capace di rafforzare la Rete Globale trasportistica europea». Ma queste sono polemiche. Come andrà a finire, lo sapremo fra due settimane.

La sponda Eusalp per il corridoio tecnologico

Va detto che della Venezia–Monaco si parla da decenni, esattamente dal 22 dicembre 1960, data di fondazione di Alemagna, società che aveva per mission proprio la realizzazione del tratto Sud-Nord. Nonostante non avesse steso, in 50 anni, un solo centimetro di asfalto, la società nel 2010 si era concessa altri 40 anni di vita. Tuttavia, il progetto aveva incontrato la costante opposizione di Austria e Alto Adige, e il bilancio era minimo. Così, nel settembre del 2013 l’assemblea straordinaria pose fine alla società. L’alternativa al Brennero non c’era più. Ora, però, il progetto è green, e passa per l’Europa. C’è di mezzo l’Eusalp, una strategia europea per una vasta regione alpina riguardante più stati: Austria, Slovenia, Francia, Svizzera, Germania e Italia. Uno degli elementi qualificanti è l’obiettivo di assicurare l’accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti della regione; e anche quello di realizzare corridoi tecnologici.

Marco de’ Francesco

Foto: via Mergili.at

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